La storia di Leonardo

Aiutiamo ogni bambino che non vede e non sente a valorizzare le sue capacità per ridurre la distanza che lo separa dal mondo esterno.

Dai no ai sì!

“Leonardo è il nostro secondo figlio ed è stato tanto desiderato da me, da Andrea il suo papà e da Lapo, suo fratello. Quando ho saputo di essere incinta eravamo felicissimi. Ma la gravidanza di Leo è stata una delle esperienze più difficili che io abbia mai vissuto.”

Mamma Elisa

Leonardo è un bambino speciale e coraggioso, un vero e proprio “leone” come lo chiama sua nonna. Al terzo mese di gravidanza gli è stato riscontrato un difetto cardiaco. All'ottavo mese i dottori dissero che Leo aveva un occhio più piccolo dell'altro: coloboma. Quando è nato aveva anche problemi all'orecchio e alla bocca e dopo due settimane gli hanno diagnosticato la sindrome di Charge.

 

“Quando Leo è nato, i medici hanno visto subito le anomalie tipiche della Charge, il coloboma, l’orecchio stropicciato, il fatto che piangesse come un gattino e non riuscisse a prendere il latte.”

Nel 2016 Leonardo e la sua famiglia vengono ad Osimo per un trattamento intensivo e i primi progressi sono arrivati immediatamente.

 

“Alla Lega del Filo d’Oro ha fatto un balzo in avanti incredibile. È diventato subito più interessato all’interazione, prima andava e prendeva le cose che voleva, alla "Lega" ha imparato a fare richieste. Quando siamo tornati, dopo tre settimane, tutti hanno detto "è un altro bambino."”

Dopo il primo trattamento ne sono seguiti altri, portando a casa ulteriori piccole conquiste. Oggi Leonardo continua a frequentare la "Lega" e il suo lavoro non è finito. E’ ancora piccolo e di strada da fare ce n’è ancora tanta. Ma il suo coraggio e la sua voglia di conoscere il mondo possono portarlo lontano.

Chiudi